Come nasce una pipa

In questa parte del sito si vogliono descrivere le varie fasi di lavorazione per la produzione di una pipa nelle sue diverse tipologie.

La prima distinzione viene fatta fra pipe di forma libera e pipe svasate secondo modelli predefiniti. Infatti, partendo dal "pezzo di radica", abbozzo o placca (la differenza verrà chiarita in seguito), esistono due possibilità:

  1. La prima è la ben nota pipa di forma libera (impropriamente detta fatta a mano) come le Savinelli Autograph o Artisan. In questo caso la forma viene disegnata sul pezzo di radica seguendo le caratteristiche del legno, la fantasia e l’ispirazione del momento.
  2. La seconda possibilità è quella di creare un modello predefinito con precise proporzioni studiate a priori e con collaudate caratteristiche tecniche ed estetiche. Come ad esempio le Giubileo oro

Chi legge queste righe se non ha mai visitato una manifattura di pipe potrebbe immaginarsi a questo punto fantascientifici macchinari, che, una volta "inserito" il pezzo di radica, "sfornino" pipe finite, pronte da fumare e magari già impacchettate! Niente di più falso. Nella realtà avviene che i pezzi di radica vengono manualmente ricondotti alle giuste dimensioni tramite delle seghe circolari.

Non si possono acquistare abbozzi di radica di dimensioni predefinite per un determinato modello: esistono, infatti, solo abbozzi tagliati manualmente in segheria, che hanno dei requisiti minimi di dimensioni e sono perciò uno diverso dall’altro. Nelle manifatture di pipe essi vengono sottoposti ad una lavorazione chiamata in gergo svasatura: si torniscono cioè i pezzi uno ad uno tramite due lame accoppiate, che creano contemporaneamente il foro del fornello e la forma esterna del vaso fino all’altezza della canna.
Come nasce una pipa

Una seconda tornitura crea la canna ed infine una fresatura genera la parte inferiore del fornello.

Queste sono tutte le cosiddette lavorazioni "a macchina ". A questo punto deve intervenire la sapiente mano dell’artigiano in almeno altre 90 lavorazioni successive. Fra queste ne vanno però ricordate le principali.

La raspatura manuale per arrotondare la base del fornello raccordandola alla canna: è inutile sottolineare che ci vogliono un’estrema precisione ed una grande sensibilità.

Ci sono poi la scelta del bocchino ed il relativo montaggio, la pulitura, cioè la levigatura della superficie esterna della pipa, e la messa in pari fra canna e bocchino. Tutte le operazioni di pulitura vengono ripetute molte volte con carte vetrate sempre più sottili, al fine di rendere la superficie delle pipe perfettamente liscia

A questo punto la pipa deve essere colorata. I colori vengono applicati manualmente e tolti mediante delle speciali ventole. Infatti, non esiste il "colore" predefinito, ma vari colori, che sapientemente utilizzati, consentono alla venatura della radica di risaltare al meglio. Vi sono poi diverse cerature che danno alla pipa, tra l’altro, una omogeneità al tatto tipica solo dei prodotti di qualità. L’ultima lavorazione che voglio ricordare è la verniciatura, anche se in realtà viene eseguita prima di alcune " cerature". In questo caso esistono delle notevoli differenze fra produttore e produttore.  La "verniciatura " è la lavorazione con cui si rende la pipa lucida, fissando allo stesso tempo i colori precedentemente utilizzati. Spesso purtroppo viene usata una vernice trasparente spruzzata sulla pipa, che nasconde le imperfezioni e le stuccature, ma ha il terribile difetto di non lasciar "respirare" il legno. In poche aziende per rendere lucida la superficie della pipa la si "passa" con un prodotto di origine naturale. Questo procedimento ha lo svantaggio di non occultare i piccoli difetti estetici della radica, anzi spesso li evidenzia, ma presenta l’impagabile pregio di lasciar traspirare il legno, rendendo così la fumata piacevole e naturale. A questo punto si spera di aver chiarito perché le cosiddette pipe fatte a "macchina" sono in realtà eseguite a mano.Come nasce una pipa

Una volta esaurito questo argomento è il caso di parlare di radica. Essa si acquista o in abbozzi o in placche. Queste ultime generalmente sono di dimensioni maggiori e con una "fiammatura" migliore, in quanto vengono ritagliate solo dalla parte esterna del ciocco che è la più vecchia (il cuore invece è la parte più giovane e meno venata: le piante, crescono dall’interno verso l’esterno e non viceversa).

Gli abbozzi invece sono di due tipi diversi: il marsigliese (per pipe dritte) ed il rilevato (generalmente per quelle curve). Ne esistono di qualità differenti, convenzionalmente chiamate extra-extra, extra, prima, misto e seconda. Non si deve però pensare che gli abbozzi siano necessariamente poco venati, anzi a volte se ne trovano alcuni di incredibile bellezza. Il giudizio però può essere dato solo a pipa finita e non prima.

La cosa più importante è un'altra non è assolutamente vero che per le pipe svasate di forma predefinita non si usino le placche. La scelta delle placche viene effettuata dopo la" sbiancatura", operazione che serve a rendere maggiormente visibile la venatura del legno e la presenza di eventuali difetti. Altro processo fondamentale per la materia prima è l’essiccazione, che deve essere lenta, lunga (per almeno due anni) e totalmente naturale, cioè senza forzature (come forni ad aria calda, ecc.), che potrebbero alterare l’integrità del legno.

Per concludere senza nulla togliere alle pipe di forma libera quando capita una pipa con modello predefinito fiammata e senza difetti ci si trova di fronte a qualcosa di unico e preziosissimo, in una pipa di forma libera si può sempre intervenire correggendo leggermente (con ovvie limitazioni) la linea mentre nel primo caso è la natura che ci dona un pezzo perfetto; le probabilità sono infinitamente minori.

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